Star Trek into the darkness

Non mi aveva entusiasmato il primo film del 2009 ed ero decisamente prevenuto verso questo secondo capitolo. Non amo il nuovo corso hollywoodiano fatto di azione sincopata ed effetti speciali invadenti che pervade tutto il cinema fantastico da almeno una decina d’anni. Mi piacciono in vece le storie. Possibilmente complesse, intricate, misteriose. Mi piace non sapere come andrà a fnire.
Con Star Trek Into the Darkness la storia è semplicemente banale. Talmente banale che prevedi il finale con largo anticipo. Il cattivo che non è poi così cattivo perché è manovrato dal solito ammiraglio paranoico. Ehi ma non era la trama di Star Trek L’ultima Frontiera? E di almeno altri 10000 film? Pazienza, questi film d’azione di solito prediligono appunto l’azione, altrimenti in 3D non rendono 🙂
E allora sei li, seduto in sala, che aspetti con pazienza che il momento d’azione termini. Dai, pensi, vai avanti con la storia, mi son rotto di calci pugni, spari e voli. Tanto il protagonista non può perdere per cui per favore non tirarla in lungo!
Il film è disseminato di piccoli e grandi richiami allo Star Trek del passato, ma messi li un po’ a casaccio, giusto perché Kirk e Spock con quella uniformi sembrano usciti da Street Fighter e non dall’Accademia della Flotta Stellare  e c’è il rischio di restare confusi.
Sarei disposto a chiudere un occhio per una storia decente, ad abbracciare il nuovo corso per un po’ di mistero, di sense of wonder, o per uno sguardo su un futuro lontano utopico e prospero. Ma niente, passano i minuti e l’azione si sussegue frenetca, intervallata da stucchevoli dialoghi fra i personaggi che sembrano immuni al caos che li circonda, capaci di precipitare per 30 metri e rialzarsi giusto per farti l’occhiolino di fronte alla cinepresa.
Ma stavolta qualcosa è diverso. Il tono di tutta la pellicola è assai meno drammatico del precendente, spesso si sfiora la commedia, con i personaggi di principali sempre pronti alla battuta.
Ed infine ecco il momento che mi ha illuminato la visione: la scena che
riprende il film del 1982, Star Trek l’Ira di Khan, ma a parti invertite. Un omaggio? A me è sembrata una fantastica parodia. Satira pura. Cattiva, graffiante. Sembrava di assistere al Saturday Night Show. E mi è venuto da ridere. Kirk moriva e io ridevo. Tutto il film è una ben costruita parodia, dove tutto è ovviamente all’eccesso, i personaggi sopra le righe sono delle vere macchiette, le scene di distruzione esagerate ma prive di pathos, non ci sono cadaveri, non c’è il dramma della morte. Uno spettacolo hollywoodiano, roboante, chiassoso ma piatto. Non dovremmo essere esploratori? Cito a memoria un dialogo del film. Si dovreste esserlo, e noi con voi, sopratuttto dell’animo umano. Ma non stavolta.

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Macro Hi-Key

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Macro, a photo by Veridiano3 on Flickr.
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Brescia at sunset

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Brescia at sunset, a photo by Veridiano3 on Flickr.
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Poppies at sunset, a photo by Veridiano3 on Flickr.

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Simona vola!

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Smoking fog – Nebbia fumante

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Kill him!

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Playing with feet – Gioco di piedi